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IL BLOG DI TI EDUCO IL CANE

IL BLOG DEL CANE

Tutto quello che avresti voluto sapere sul cane

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Ho sempre amato i cani. Ricordo che da bambina, già all’età di 7/8 anni, mi veniva spontaneo prendermi cura dei cani abbandonati, cercavo loro un riparo per la notte nascondendoli nel sottoscala del palazzo e la sera, a tavola, fingevo di cenare e nascondevo buona parte del mio pasto in un tovagliolo, per poi portarlo al cane di turno.

In tanti anni, sebbene abbia avuto a che fare anche con cani di grossa taglia che spesso erano ridotti davvero male, non mi è mai successo nulla e nessuno di loro ha mai costituito un pericolo per me. In compenso l’amore che ho ricevuto in cambio, non ha fatto altro che rafforzare in me il desiderio di condividere la mia vita con un cane, desiderio che ho potuto realizzare soltanto una volta diventata adulta.

Ad oggi mi ritengo fortunata, perché ho fatto della mia passione una professione che mi da enormi soddisfazioni e sono sempre più convinta, che vivere con un cane possa essere una delle esperienze più gratificanti della vita!

Mentre scrivo, immagino che mentre alcuni di voi condivideranno appieno le mie parole, altri penseranno che non sempre sia tutto così semplice, né idilliaco. D’altra parte se così fosse, non si spiegherebbe come mai ogni anno, migliaia di cani vengono abbandonati al loro destino.

Come educatore cinofilo, ma soprattutto come proprietaria di 5 cani, mi sono sempre chiestacosa possa albergare nella mente di chi arriva a fare una scelta tanto insensibile, quanto incivile.

Nel corso dell’ultimo secolo, siamo passati da una società rurale – dove la presenza degli animali, non solo era accettata, ma addirittura ritenuta indispensabile in quanto utile allo svolgimento di svariati compiti e mansioni – a una società urbana dove l’utilizzo dei macchinari ha spodestato gli animali dal ruolo occupato in precedenza.

Tutto ciò, ci ha portato a perdere quella naturale confidenza con la sfera animale, al punto che la loro presenza, sempre più spesso genera insofferenza e tende a sfociare in comportamenti violenti e spesso infausti, nei loro confronti.

Vi sembro eccessiva? Ok, sono d’accordo sul fatto che al mondo non esistano solo psicopatici che vanno in giro ad avvelenare i cani, ma resta il fatto che manca una reale conoscenza della sfera animale.

Un esempio?

  • Quanti bambini hanno visto una mucca  realmente e non solo attraverso un libro?
  • Quanti adulti sanno che le mucche non produrrebbero latte tutto l’anno se non venissero ingravidate di continuo?

Forse non ci crederete, ma sono davvero molti. 

La disinformazione regna sovrana, siamo bombardati da innumerevoli messaggi ad opera dei media non professionali, dai film e dalle fiction con i loro straordinari eroi canini e persino dai cartoons, che hanno cresciuto intere generazioni di bambini, presentandogli animali parlanti, vestiti di tutto punto e con comportamenti simili in tutto e per tutto a quelli umani.

Non c’è da stupirsi quindi, se ci troviamo del tutto impreparati di fronte a un animale in carne e ossa, capace di emozioni e sentimenti proprio come noi,  ma con bisogni etologici e una comunicazione tanto diversa dalla nostra.

Ovviamente caricare la relazione con il nostro cane di simili aspettative, significa partire con il piede sbagliato, perché  è solo sforzandosi di comprendere il suo mondo e mettendo in discussione le nostre credenze che potremo “incontrarlo” e allora… solo allora,  ci renderemo conto che la realtà supera ogni attesa!

Alla prossima!

Carla

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Chiariamo subito un aspetto importante: anche se i cani condividono lo stesso patrimonio genetico dei lupi, non significa che debbano comportarsi come tali. L'addomesticamento infatti, che risale all'incirca a 20/30.000 anni fa, ne ha modificato le caratteristiche fisiche, la mente e persino il comportamento, anche se è innegabile che lupo e cane condividano molte caratteristiche.

In realtà in natura il branco, utilizzato da sempre come termine di paragone per interpretare il comportamento dei cani, non è altri che un gruppo familiare che fonda la propria organizzazione sociale sulla collaborazione e non certo sulla dominanza, come ancora oggi molti credono. Per anni questo ha portato a credere che il cane fosse una sorta di caricatura del lupo, pronto a dominare il proprietario alla prima manifestazione di debolezza. Da qui, le varie teorie che ancora oggi imperversano fra gli addestratori della vecchia scuola, secondo la quale il proprietario deve imporsi sul cane come capobranco... teorie che hanno danneggiato non poco il cane, che in realtà desidera solo sentirsi parte del suo gruppo sociale.

La storia dell'addomesticamento del cane, segue da vicino quella della nostra civilizzazione, da cacciatori-raccoglitori del Mesolitico fino all'età moderna"            (John Bradshaw)

Ma come è avvenuto l'addomesticamento del cane?

Con ogni probabilità la reciproca utilità fu il motivo che spinse le due specie a instaurare rapporti fra loro. E’ possibile che alcuni lupi, attratti dalla possibilità di trovare facilmente del cibo, abbiano iniziato a vivere nei pressi degli insediamenti umani, cibandosi in parte dei loro rifiuti. Ovviamente questo comportava il dover sopportare la presenza dell’uomo, pertanto lascerebbe pensare che lupo e cane avessero già intrapreso strade evolutive differenti, mostrando caratteristiche favorevoli all’addomesticamento.

Anche l’uomo trasse enorme vantaggio dalla vicinanza del cane e sfruttò le sue abilità di cacciatore e la sua propensione ad avvertire vocalmente in caso di pericolo. Inoltre, poiché i lupi non sono esclusivamente carnivori, potrebbero aver svolto la stessa funzione igienica che toccò in seguito i maiali che vivevano in porcili di fianco alle latrine. Questo potrebbe spiegare il motivo per cui ancora oggi, vi sono cani, che se ne hanno l’occasione, mangiano le feci.

Un’altra possibile teoria sull’addomesticamento si basa sul maternaggio, in uso ancora oggi in alcune tribù. In questo caso, alcune donne si trovavano ad allattare al seno i cuccioli di lupo, la cui madre era stata abbattuta dai cacciatori.

In entrambi i casi, la vicinanza con l’uomo, unita all’isolamento dai lupi selvatici e al continuo re-incrocio di quei soggetti che presentavano determinate caratteristiche quali: socievolezza, adattabilità e minor tendenza alla fuga, trasformarono radicalmente il lupo nell’aspetto e nel comportamento.

Iniziava così un processo che avrebbe portato alla creazione delle razze canine.

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©Carla Barbetta
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Dagli studi del famoso psicologo svedese Anders Hallgren, che ha dedicato la vita ai problemi del cane, si è evidenziato che i cani soffrono per problemi al dorso almeno quanto gli esseri umani.

Ricerche scientifiche condotte da un gruppo di chiropratici, su 400 cani apparentemente sani, hanno rilevato che nel 63% dei casi, era presente qualche forma di dorsopatia, accompagnata frequentemente da problemi comportamentali.

Ancor più sconcertante è stato il riscontro di danni localizzati alla colonna cervicale, nel 91% dei cani strattonati o soliti tirare al guinzaglio!

Alla luce di questo studio, sempre più educatori e istruttori cinofili, che considerano prioritario il benessere del cane, hanno deciso di passare alla pettorina, abbandonando definitivamente l’uso dei collari fissi e in particolar modo del deleterio collare a strozzo.

 

I vantaggi della pettorina a H

 

In commercio esistono svariati modelli di pettorine e pettorali, tra cui quelle che stringono le scapole se il cane entra in tiro (a volte con cordini scorrevoli) che sono ovviamente sconsigliabili per il rischio di problemi fisici legati all’articolazione della spalla.

La pettorina a H permette al cane di muoversi in completo agio, è facile da indossare e si regola in più punti avvolgendolo senza costrizioni.  Anche quando il cane tira al guinzaglio o deve essere trattenuto, garantisce il massimo confort, poiché la pressione si distribuisce esclusivamente sullo sterno e sul torace, senza produrre dolore, senso di costrizione o sfregamenti sulla pelle.

 

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  1. La pettorina appoggia sulle spalle e il petto
  1. Il punto di aggancio è verso la metà della schiena e fa leva sul baricentro
  1. Dona al cane benessere psicofisico
 

 

IMPORTANTE

Il collo è una regione molto delicata poiché:

  1. Si regge sulle vertebre cervicali, già sollecitate dai muscoli del treno anteriore e dalla testa, e non a caso sede delle più frequenti infiammazioni;
  2. È sede di alcuni tra i più importanti plessi circolatori, con ripercussioni non solo locali ma altresì sulla frequenza cardio-respiratoria;
  3. Ospita tanto gli organi respiratori quanto quelli dell'alimentazione, nonché la ghiandola tiroidea.

IN CONCLUSIONE…

  1. La pettorina a H preserva il cane dagli effetti negativi procurati dal collare quali:

~         Danni fisici alla cervicale e alla colonna vertebrale

~        Malintesi e conflitti all’interno della relazione

  1. Consente al cane un movimento sciolto e senza costrizioni di alcun tipo, soprattutto attorno al collo, dandogli una totale libertà psicofisica.
  1. Evita i danni provocati da strattoni anche involontari (problemi alla cervicale, schiacciamenti dei dischi intervertebrali, difficoltà del cane a fidarsi di noi...)
  1. Avvolge il movimento del treno anteriore del cane, dandogli maggior consapevolezza di sé.

 

  1. Previene i conflitti. I cani utilizzano determinate posture (prossemica) per comunicare le proprie emozioni e intenzioni. Esiste un “galateo” canino che prevede che quando due cani si incontrano, debbano avvicinarsi l’uno all’altro assumendo una traiettoria curvilinea, abbassando la testa o volgendo lo sguardo altrove, per rendere l’incontro meno problematico. Purtroppo, molto spesso, i proprietari inconsapevolmente si avvicinano in linea retta, tenendo il proprio cane al guinzaglio corto o in tensione, nel tentativo di avere un maggior controllo sulla situazione. In questo modo, se il cane indossa un collare, sarà per lui impossibile assumere le posture adeguate, e rischierà di trasmettere all’altro cane un messaggio che potrebbe dare origine a un conflitto.
  2. E’ importante sottolineare che la pettorina, da sola, non risolve il problema del cane che tira al guinzaglio, ma se abbinata a un guinzaglio lungo 3 metri, agevola i movimenti del cane e gli permette di comunicare correttamente, mettendolo nelle condizioni ideali per apprendere la condotta al guinzaglio.

 

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©Carla Barbetta
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PREMESSA

Quest'articolo vuol dare unicamente un'indicazione, in merito alle differenze comportamentali presenti fra le diverse razze canine.

Pur tenendo conto della classica suddivisione in gruppi di razze aventi la medesima funzione, ho preferito dividerle per gruppi motivazionali e attitudinali, così che il futuro proprietario, conoscendo le caratteristiche comportamentali principali delle varie razze, potesse almeno in parte prevedere se un 'individuo di una data razza, ha buone possibilità di adattarsi al suo stile di vita.

Resta inteso che il valore predittivo è del tutto approssimativo, in quanto oltre al ruolo della genetica, entrano in causa fattori quali: l'ambiente e le esperienze individuali del soggetto, elementi che lo renderanno un individuo unico nel suo genere.

 

Prima di vedere insieme, alcune fra le razze più rappresentative appartenenti a questo gruppo, è bene sapere che a differenza dei pastori conduttori, i bovari non erano impiegati per lo spostamento delle mandrie/greggi, ma avevano il compito di proteggerle dall'attacco di lupi, orsi, grossi felini e persino dai ladri di bestiame.

Per tale motivo, le caratteristiche comportamentali di questi cani, sono tanto diverse rispetto a quelle dei pastori conduttori.

 

b2ap3_thumbnail_maremmano-abruzzese.jpg   PASTORE MAREMMANO ABRUZZESE

Deriva dagli antichi cani da gregge che erano utilizzati dai nomadi in Abruzzo, dove ancora oggi, svolge il suo compito di guardiano deglle greggi.

E' un cane dall'indole fiera e indomita ed essendo molto diffidente con gli estranei è "naturalmente" predisposto alla guardia. L'assenza del comportamento predatorio, facilita la convivenza nei confronti degli altri animali appartenenti al suo gruppo sociale, a patto che venga socializzato fin da cucciolo con le altre specie.

Sebbene le sue grandi capacità di sopravvivenza, anche in condizioni difficili e la sua grande indipendenza, lo abbiano reso poco collaborativo con l'uomo, è capace di trasmettere affetto e partecipare alla vita sociale del suo compagno umano.

Essendo molto testardo, necessita d trovare nel proprietario,  una guida autorevole ma mai autoritaria, perchè produrrebbe l'effetto contrario.  Inoltre pur essendo meno attivo rispetto ai pastori conduttori, non è adatto alla vita in appartamento che potrebbe renderlo nervoso e ingestibile.

 

b2ap3_thumbnail_KUVASZ.jpg   KUVASZ

E' un'antica razza da pastore guardiano delle greggi dell'Ungheria. Come tutti i pastori guardiani, i Kuvasz sono cani coraggiosi e audaci, molto riservati e diffidenti nei confronti degli estranei, caratteristiche che fanno di questi cani dei perfetti guardiani della proprietà.

Pur conservando una forte indipendenza che li porta ad essere poco collaborativi nei confronti dell'uomo, si legano profondamente alla famiglia. Necessitano di un proprietario che sappia educarli con fermezza pur senza mai trattarli con durezza, ponendosi come una guida autorevole e ma rispettosa. 

Non sono adatti vivere in appartamento.

 

b2ap3_thumbnail_pastore-di-tatra.jpg   PASTORE DI TATRA

Razza selezionata nella regione della Polonia meridionale, è stata riconosciuta ufficialmente dalla FCI nel 1967 e sebbene la forte riduzione dell'attività pastorizia ne abbia ridotto la diffusione nelle campagne, la razza è stata rivalutata per le sue peculiarità come guardiano della proprietà.

E' un cane dal temperamento forte e spavaldo e dalla viva intelligenza. Essendo molto diffidente verso gli estranei, data la mole, è opportuno farlo socializzare sin da cucciolo con persone e animali, tenendo in considerazione che difficilmente tollera la presenza di altri cani, con i quali può rivelarsi aggressivo,  nel proprio territorio.

Non è adatto a vivere in appartamento.

 

b2ap3_thumbnail_PASTORE-DEL-CAUCASO.jpg   PASTORE DEL CAUCASO

Storicamente questi cani, molto diffusi nei territori che si estendono dal Caucaso alle regioni della steppa, nel sud della Russia, venivano usati per la guardia e per tenere al sicuro le mandrie e le greggi da selvatici e predatori.

La selezione della razza tenne conto di caratteristiche quali: la grande forza fisica, il coraggio e l'assenza di paura, l'udito finissimo e un fitto mantello che proteggesse, questo grosso molossoide, anche nelle condizioni climatiche più inclementi.

Come tutti i pastori guardiani, è molto diffidente nei confronti degli estranei e può diventare agressivo se provocato; pertanto tenuto conto della grande taglia che può raggiungere gli 85 kg, necessita di un'accurata socializzazione sin dal primo momento.

Ha bisogno di un proprietario molto esperto, che sappia porsi con fermezza e autorevolezza, senza mai usare le maniere forti o entrare in conflitto con lui.

 

b2ap3_thumbnail_CIARPLANINA.jpg   CIARPLANINA

La razza discende dai grandi cani da pastore che giunsero in Europa dall'Asia durante le migrazioni di massa preistoriche e a differenza di molte altre razze dello stesso tipo, ancora oggi questi cani svolgono il loro compito nella terra d'origine, dove la pastorizia è ancora molto diffusa.

E' un cane di grossa mole, forte e robusto e dal mantello fitto e lungo. Ha un temperamento forte e coraggioso ed è un temibile difensore e guardiano della proprietà. Si adatta a vivere in famiglia ma predilige ampi spazi e la vita all'aria aperta.

Ha bisogno di un proprietario con esperienza, in quanto in mani inadeguate, può diventare ingestibile.

 

b2ap3_thumbnail_pastore-dellASIA-CENTRALE.jpg   PASTORE DELL'ASIA CENTRALE

La sua regione di appartenenza è molto vasta e comprende: Turkmeninstan, Kazakhistan e Russia. Nonostante le sue origini molto antiche, a causa dell'assoluto isolamento in cui è vissuto, il pastore dell'Asia Centrale, non ha subito particolari mutamenti morfologici  nel corso dei secoli.

Il suo compito era quello di proteggere il bestiame, le carovane e le abitazioni e per questo doveva essere forte, coraggioso e privo di paura, combattivo e alquanto aggressivo.

Queste sue prerogative, lo rendono un cane adatto unicamente a un proprietario con esperienza, che sappia educarlo con mano ferma, conscio del fatto che il suo temperamento forte e indipendente, fa di lui un cane poco disposto a collaborare.

Per lo stesso motivo, la sua socializzazione dovrà proseguire sino all'anno di età e pur vivendo all'aria aperta, è importante che il proprietario non trascuri di avere frequenti contatti  con il cane.

 

Pur facendo parte del gruppo, si distinguono per temperamento e attitudini le razze che seguono:

 

b2ap3_thumbnail_bovaro-del-bernese.jpg   BOVARO DEL BERNESE

E' un molossoide dalle origini antichissime, che nelle Prealpi Bernesi e nelle campagne del centro del Cantone di Berna, era utilizzato come cane da guardia, da traino e come bovaro. Oggi è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la grande adattabilità e per le sue qualità di cane da famiglia.

E' un cane esuberante ed equilibrato, dal temperamento docile e buono; particolarmente protettivo con i bambini, tanto che viene soprannominato "babysitter" (chi non lo ricorda in questo ruolo in "Peter Pan", il famoso cartone animato di Walt Disney?)

Pur essendo molto affettuoso con tutta la famiglia, si dona totalmente a una sola persona che riconosce come punto di riferimento per la vita.

 

b2ap3_thumbnail_SAN-BERNARDO.jpg   SAN BERNARDO

Le sue origini risalgono intorno al 1700, grazie ad alcuni documenti iconografici, che ne attestano la presenza in un ospizio, che alcuni monaci avevano fondato sulla cima del Gran San Bernardo, per offrire rifugio ai viaggiatori dalle temperature glaciali.

Oltre al compito di guardiano, i San Bernardo dovevano accompagnare i viaggiatori e soprattutto ritrovare e salvare quelli che si erano persi nella neve e nella nebbia. Fu soltanto nel 1884 che questi cani furono riconosciuti ufficialmente come razza di origine Svizzera.

Il San Bernardo è un molossoide dalla struttura poderosa (i maschi possono superare i 100 kg), che nonostante la forte personalità, sa essere determinato nel suo ruolo di guardiano ma altrettanto socievole con coloro che considera amici.

Pur non essendo particolarmente espansivo si lega profondamente alla sua famiglia ed è molto equilibrato a patto che provenga da un buon allevamento. Poco adatto alla vita in appartamento.

 

b2ap3_thumbnail_TERRANOVA.jpg   TERRANOVA

Questa razza, originaria dell'isola di Terranova, grazie al suo aspetto morfologico, era in grado di resistere ai rigori di un clima estremo e all'ostilità del mare, tant'è che veniva utilizzato dai pescatori dell'isola per trasportare le reti da pesca e le cime, dalle navi alla terraferma, o per salvare i naufraghi e riportare carichi pesanti a riva.

Oggi viene considerato un fantastico cane per le famiglie. Docile e affettuoso, ha bisogno di vivere in ampi spazi e quindi, è poco adatto alla vita in appartamento. Il proprietario ideale deve avere molto tempo da dedicare alla sua educazione e alla socializzazone e garantirgli oltre a passeggiate quotidiane, la possibilità di nuotare in uno specchio d'acqua almeno ogni tanto.

 

 

PER CONCLUDERE...

  • Poiché, originariamente, il compito di questi cani era quello di proteggere le mandrie da animali forti e feroci, dovevano essere coraggiosi e combattivi e avere una grossa mole che gli consentisse di difenderle.
  • La pelliccia doveva essere folta, per proteggerli dalle temperature rigide e dalle intemperie.
  • Dovendo rimanere isolati negli alpeggi, anche per lunghi periodi, sarebbe stato deleterio se questi cani fossero stati troppo dipendenti e legati all'uomo, in quanto raramente il pastore era presente per dar loro indicazioni.
  • Al contrario, era indispensabile che avessero un temperamento forte e indipendente e che fossero in grado di prendere decisioni in autonomia.
  • La curiosità, così utile per stimolare l'apprendimento e la predatorietà, sono state scoraggiate in quanto il cane avrebbe potutio abbandonare le pecore per inseguire altri animali o peggio, predare le pecore stesse.
  • Le motivazioni territoriale e difensiva, dovevano essere elevata.
  • Dovendo lavorare con animali più grandi e combattivi delle pecore, questi cani sono tendenzialmente più "brutali", spesso pizzicatori e se non vengono educati correttamente, avendo la tendenza ad usare molto la bocca, possono pizzicare dando problemi al proprietario.
  • Devono essere socializzati correttamente,  onde evitare che diventino ingestibili oltre che pericolosi.

 

IDENTIKIT DEL PROPRIETARIO IDEALE

 

Sono adatti alle persone che...

  • Non vivono in un appartamento e hanno grandi spazi verdi a disposizione
  • Non pensano che per educare un cane si debba usare la linea dura
  • Non si aspettano un cane "soldatino"
  • Hanno molto tempo da dedicare al cane per le passeggiate e la sua educazione/socializzazione
  • Sono consapevoli che le prerogative di razza, determinano in parte il comportamento del cane
  • Sanno porsi con autorevolezza e coerenza

 

NON sono adatti alle persone che...

  • Desiderano fare attività cino-sportive con il cane
  • Pensano che non sia necessario dedicare del tempo all'educazione del cane
  • Vivono in città e hanno picoli spazi a disposizione
  • Pensano che avendo un giardino, le passeggiate non siano indispensabili
  • Tengono il cane relegato in giardino e hanno con lui sporadici contatti
  • Non hanno le competenze adeguate a queste razze

 

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©Carla Barbetta
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Innanzitutto è bene fare distinzione fra i pastori conduttori e i pastori guardiani delle greggi, poichè la loro funzione è completamente diversa.

Nelle razze appartenenti a questo gruppo, specializzate nella conduzione delle mandrie o delle greggi, vengono sfruttate le tecniche di accerchiamento utilizzate dai lupi nella caccia in gruppo, con la sola differenza che la sequenza predatoria è stata bloccata alla fase del morso per afferrare o in alcune razze, addirittura alla fase che precede l'avvicinamento ovvero lo sguardo.

Grazie alla grande intelligenza adattativa, questi cani sono particolarmente predisposti all'apprendimento e svolgono con piacere le attività apprese, prediligendo il rapporto esclusivo che si viene a creare col proprietario, a quello con i conspecifici con i quali possono invece nascere competizioni.

Oggigiorno, l'impulso collaborativo di questi cani è molto apprezzato nello svolgimento di attività di soccorso in protezione civile, funzioni assistenziali (guida ciechi etc) e attività cino-sportive.

 

Vediamo ora alcune fra le razze più rappresentative del gruppo:

 

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PASTORE TEDESCO  

La nascita della razza risale alla fine dell'800, quando in Germania, un gruppo di appassionati conofili decise di salvaguardare le razze di cani da pastore, che stavano scomparendo a causa dell'industrializzazione. Nasce così la volontà di creare un cane bello e intelligente, dal temperamento forte e dall'aspetto robusto, ma abbastanza docile da poter collaborare con l'uomo.

Lo ottennero incrociando il Pastore del Wuttemberg con quello della Turingia e nel 1898, la razza fu riconosciuta ufficialmente. Fu solo intorno alla prima metà del '900, che grazie alla famosa serie televisiva statutitense Il ritorno di Rin Tin Tin, la razza divenne particolarmente diffusa e più recentemente alla serie Il commissario Rex.

Il Pastore Tedesco è un cane vivace e sicuro di sé, dotato di grande intelligenza e reattività; tende a creare un legame esclusivo con il proprietario a patto che questi sappia guadagnarsi il suo rispetto e la sua fiducia.

Ha bisogno di un compagno umano che gli dedichi molto tempo, non solo per fare lunghe passeggiate che soddisfino le sue inesauribili energie, ma anche educarlo e condividere attività che lo facciano sentire utile.

E' un perfetto cane da guardia, diffidente con gli estranei ma non aggressivo se non ce n'è motivo, anche se può diventarlo a causa dei ruoli che l'uomo spesso gli impone.

C'è da dire che la sua grande popolarità e i conseguenti vantaggi economici legati all'allevamento di questi cani, hanno portato a una riproduzione selvaggia a discapito della qualità e dell'equilibrio comportamentale dei soggetti. Per tale motivo è consigliabile rivolgersi esclusivamente ad allevamenti referenziati.

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   PASTORE BELGA

 

 

 

 

 

 

 

 

La razza, nasce inizialmente in cinque varianti differenti per: tipologia, colore e lunghezza del pelo, successivamente ridotte alle seguenti quattro:

  • Pastore Belga Groenendael
  • Pastore Belga Lakenois
  • Pastore Belga Malinois
  • Pastore Belga Tervueren

E' un cane molto intelligente e versatile, che mostra grande abilità come: conduttore delle greggi, atleta nelle competizioni sportive, valido ausilio in Polizia e Vigili del Fuoco, cane da valanga e cane guida per non vedenti.

Come tutte le razze da pastore, si lega profondamente al proprietario e mal si adatta a una vita da solo in un giardino, in quanto finirebbe per perdere le peculiarità di razza che lo contraddistinguono e potrebbe manifestare problemi di socializzazione e aggressività.

Ha bisogno di un proprietario esperto, che lo conduca a fare lunghe passeggiate e sappia educarlo con pazienza e fermezza, in quanto alcuni soggetti risultano particolarmente nevrili.

 

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AUSTRALIAN SHEPERD

E' un cane statunitense che deriva, probabilmente, dai cani da pastore Australiani che arrivarono nel XIX secolo, negli Stati Uniti d'America. 

Utilizzato inizialmente come cane da pastore, dopo la seconda guerra mondiale, l'Australian Sheperd divenne sempre più apprezzato per la sua  intelligenza e le grandi capacità di apprendere, tanto che oggi si distingue nelle competizioni sportive ed è un prezioso aiuto come cane anti-droga, cane da salvataggio e cane guida per i non vedenti.

Essendo molto vivace e pieno di energia, predilige ampi spazi aperti, può adattarsi a vivere in appartamento a patto che gli si conceda quotidianamente un adeguata attività fisica. Il carattere è socievole e affettuoso con la famiglia, ma può rivelarsi distaccato e scostante con gli estranei.

 

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AUSTRALIAN KELPIE

La razza ha origini relativamente recenti e nasce dall'accoppiamento di Collie giunti in Australia grazie ai coloni, con i Dingo. La razza venne in seguito selezionata con la funzione di radunare le greggi di Merinos e fu riportata in Inghilterra, dove i soggetti furono accoppiati con canidi selvatici del posto.

La prima apparizione del cane da pastore Australiano in un'esposizione, risale al 1908.

L'Australian Kelpie è un abile pastore conduttore da gregge e da mandria, il temperamento coraggioso gli permette di guidare anche capi di bestiame il cui peso e svariate volte superiore al suo e la sua grande energia gli consente di adattarsi senza difficoltà a ogni genere di clima e ambiente.  Con la sua famiglia è un cane molto affettuoso, ma poco adatto a vivere in appartamento; ha bisogno di un proprietario che lo rispetti e gli dedichi il giusto tempo per tenerlo in esercizio fisico e mentale.

 

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BOBTAIL

Il Bobtail è un cane forte e intelligente, dal temperamento docile e affettuoso, che nonostante l'indole giocherellona e mansueta, al momento opportuno sa essere coraggioso e un protettivo guardiano del suo gruppo famigliare.

Il suo passato di cane da pastore, lo porta istintivamente a proteggere coloro che ama e a "riunire" chi si allontana dal gruppo. E' sostanzialmente un cane adatto a vivere in ampi spazi in mezzo al verde, che mal sopporta gli ambienti chiusi e la vita in città.

Ha bisogno di un proprietario che come lui, ami la vita all'aria aperta e che gli dia la possibilità di fare attività che soddisfino questa sua prerogativa.

 

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CANE DA PASTORE SCOZZESE 

Il Collie è una delle razze da pastore Inglese più antica, il cui nome sembra derivare dalle pecore dal muso nero "colleys", di cui era guardiano. Sebbene la prima esposizione di Collie si svolse nel Newcastle nel 1859, la razza conobbe grande notorietà solo intorno al 1940, grazie alla famosa serie televisiva Lassie e nel 1985 si differenziarono ufficialmente tra loro le due razze:

  • Rough Collie - il pastore Scozzese a pelo lungo, impiegato sugli altopiani Scozzesi
  • Smooth Collie - il pastore Scozzese a pelo corto, impiegato più a valle

Il Collie è un cane rustico e resistente che si adatta a vivere anche in ambienti urbani, a patto che gli si permetta di fare costante movimento all'aria aperta. E' un compagno intelligente e affettuoso e ama stare in compagnia dei suoi umani, con il quale  ha il bisogno di condividere e svolgere attività. Il proprietario ideale dovrà essere in grado di educarlo con rispetto e pazienza, ricercandone la collaborazione piuttosto che l'imposizione, per evitare che il cane finisca per pensare che non vale la pena "ascoltarlo". 

Il suo passato di cane da pastore, inoltre,  fa di lui un attento guardiano della proprietà.

 

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BEARDED COLLIE

E' un cane da gregge tipicamente Scozzese, utilizzato principalmente per la conduzione dei bovini nelle Highlands. Non si hanno molte notizie sulle origini della razza, ma sembra che sia stata introdotta in Europa dai Magiari e che da questi cani da pastore derivino numerose razze a pelo lungo, tra le quali ricordiamo il Pumi, il Puli e il Bobtail.

Il Bearded Collie è un cane allegro e vivace che adora la vita all'aria aperta, ma sebbene prediliga la campagna alla città, si adatta alla vita in appartamento a patto che il proprietario sia disposto a dedicargli del tempo per le passeggiate quotidiane e per condividere attività. Trattandosi di un cane molto intelligente, apprende con estrema facilità e mostra particolare abilità nelle attività cino-sportive. Nonostante il carattere dolce e affettuoso con la propria famiglia, può trasformarsi in un temibile guardiano della proprietà.

 

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BORDER COLLIE

La razza ha avuto origine tra la Scozia e l'Inghilterra. Si teorizza che discenda dai cani da pastore da renna, giunti in Scozia con l'invasione dei Vichinghi e in seguito incrociati con i cani da pastori autoctoni. Solo nel 1976, la razza si è introdotta nel gruppo dei cani da pastore del Kennel Club.

Il Border Collie è un cane dalla straordinaria resistenza e dalla grande versatilità, agile e scattante e dall'intelligenza vivacissima, è apprezzato per le sue straordinarie abilità, non solo nelle gare di Obedience e di Agility, ma ha fornito ottime prove anche nelle squadre della Protezione Civile, per la ricerca delle persone disperse o sepolte e nella Pet Therapy.

Ha bisogno di un proprietario dinamico che abbia voglia di soddisfare il suo bisogno di fare attività, non solo sotto il profilo fisico, ma anche cognitivo e abbia il tempo di praticarle insieme al cane.

 

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WELSH CORGI

E' un cane da pastore molto agile e attivo, dalla costituzione vigorosa e dalla particolare espressione da volpe. Famoso per la sua caratteristica di mordere i garretti dei bovini e subito dopo, appiattirsi al suolo per evitarne il calcio, è anche un abile cacciatore di topi e conigli e un apprezzato guardiano della proprietà.

Curioso e intelligente, oggigiorno è apprezzato anche come cane da compagnia, anche se al poltrire sul divano tutto il giorno, preferisce una lunga passeggiata.

Viene definito un cane reale, da che nel lontano 1933, all'età di 7 anni, la regina Elisabetta II di Inghilterra ricevette dal padre e futuro re Giorgio VI, un cucciolo di questa razza che divenne nientepopodimeno che il capostipite dell'allevamento della famiglia reale.

 

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SHETLAND SHEEPDOG

La razza ebbe origine dall'incrocio tra un Rough Collie e altri cani di taglia più piccola, come lo Spitz, lo Spaniel e altre razze locali.

Nel 1914 la razza fu riconosciuta ed è tutt'ora molto diffusa in Scozia e Gran Bretagna, mentre in Italia è poco conosciuta.

Il pastore Scozzese Shetland è un cane agile e forte, dall'intelligenza brillante e dalla forte tempra. Ama vivere in spazi aperti e ha bisogno di fare molto movimento, pertanto difficlmente si adatta a vivere in un appartamento.

Si lega profondamente alla famiglia ed è un attento guardiano della proprietà; al contrario con gli estranei è piuttosto diffidente. Il proprietario ideale dovrà dargli la possibilità di fare molto movimento, fornirgli un'accurata socializzazione ed educarlo con pazienza e fermezza.

 

PER CONCLUDERE...

  • Nel selezionare le razze appartenenti a questo gruppo, l'impulso collaborativo è stato esaltato al massimo, rendendo questi cani desiderosi di compiacere il proprietario, con il quale si viene a creare un legame profondo. Questo aspetto è fondamentale, in quanto dovendo aiutare l'uomo a condurre il bestiame nei vari spostamenti, un eccesso di indipendenza sarebbe stato controproducente.
  • Hanno grandi capacità di apprendimento
  • La motivazione predatoria di questi cani è molto elevata. In alcune razze che tutt'ora svogono la funzione di cani da pastore (ad esempio i Border Collie), sono stati pertrofizzati alcuni schemi motori al limite della nevrosi, al punto che se non possono soddisfare queste pulsioni, attraverso attività alternative ugualmente gratificanti, tendono a manifestarle in contesti inappropriati, anche in maniera compulsiva.
  • Sono ottimi cani da guardia della proprietà. Per enfatizzare questa caratteristica, la territorialità e la reattività sono elevate, così come la tendenza ad essere diffidenti con gli estranei.
  • Conservano del loro passato di cani pastori conduttori, una grande resistenza fisica,  che li porta ad avere bisogno di molto movimento.

 

IDENTIKIT DEL PROPRIETARIO IDEALE

Sono adatti alle persone che... 

  • Sono dinamiche e hanno voglia di impegnarsi nel fare attività con il proprio cane
  • Abbiano molto tempo da dedicargli per le passeggiate e per l'educazione
  • Sappiano essere un "punto di riferimento" per il loro cane, guidandolo con pazienza, costanza e fermezza
  • Siano consapevoli che le funzioni per cui la razza è stata selezionata, influirà  sul comportamento del cane

 

NON sono adatti alle persone che...

  • Sono pigre e poco attive
  • Ritengono che il cane abbia solo bisogno di "amore"
  • Credono che passeggiare insieme e tirare due palline, equivalga al massimo che si può condividere con il cane
  • Hanno la mania del controllo e pretendono dal cane obbedienza assoluta
  • Usano le maniere forti per imporsi sul cane 

 

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©Carla Barbetta
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Nel corso degli articoli precedenti abbiamo parlato di: Segugi e cani per pista di sangue - Cani da ferma e Retriever. Oggi parleremo delle razze appartenenti al gruppo dei Cani da compagnia.

 

Appartengono a questo gruppo, razze di origine e conformazione anche molto diverse tra loro, accomunati dalla stessa funzione: la compagnia all’uomo.

La taglia è comunemente inferiore alla media, per rendere meno impegnativo il tenerli in casa, mentre morfologicamente sono spesso simili a razze di cani da lavoro più grandi, ma in versione miniaturizzata e tendono a conservare anche a maturità raggiunta, la conformazione neotenica tipica dei cuccioli di tutti i mammiferi, ossia: occhi grandi e rotondi spesso in posizione frontale, teste tondeggianti e grandi in proporzione al corpo, denti piccoli e musi corti.

Anche caratterialmente permane una conformazione neotenica, con comportamenti infantili quali: la richiesta di attenzioni, la propensione al gioco e lo scarso istinto predatorio.

Oggi andremo a vedere alcune tra le razze appartenti a questo gruppo:

 

I BICHON

L’origine dei Bichon è indubbiamente mediterranea, ma contrariamente a quanto si creda, potrebbero non derivare dall’isola di Malta, ma da Melita, una città costiera della Sicilia. E’ possibile che questi piccoli cani, frequentatori dei porti, avessero il compito di cacciare i topi dai magazzini e dalle navi; da lì la diffusione in paesi lontani. 

I Bichon, sono un gruppo omogeneo che derivando l’uno dall’altro, hanno condiviso una parte della loro storia e sono talmente simili, che se non fosse per la toelettatura,  sarebbe difficile distinguerli.

Fanno parte dei Bichon:

  • Maltese (origini bacino Mediterranero)
  • Bichon Frisé (origini franco-belga)
  • Bichon Havanais (origini Cubane)
  • Bolognese (origini Italiane)

 

b2ap3_thumbnail_MALTESE.jpg   MALTESE

Il Maltese è un cane vivace ed intelligente, dal carattere gioioso e affettuoso. Ama stare in compagnia della propria famiglia al quale si affeziona molto e tende a scegliere una persona in particolare. Socializza facilmente anche con gli estranei e non abbaia molto, pur avvertendo tempestivamente in caso di pericolo. Generalmente collaborativo, apprende facilmente ed è meno testardo del Bichon Frisé.

Necessita di un proprietario dinamico, che possa dedicargli tempo per fare lunghe passeggiate e pazienza per le cure del suo pelo

 

b2ap3_thumbnail_BICHON-A-POIL-FRISE.jpg   BICHON A POIL FRISE

E’ un cane da compagnia di piccola taglia, allegro, giocherellone e sensibile, pertanto tende a risentire degli umori di chi gli sta attorno. Vivace e intelligente, conquista il cuore di chi lo conosce, ma va educato con autorevole dolcezza in quanto tende ad essere alquanto testardo.

Nonostante la piccola mole, riesce bene in varie attività cinosportive e adora fare lunghe passeggiate all’aria aperta con il proprietario, con il quale crea un legame saldo. Sebbene sia un cane socievole anche con gli estranei, è un discreto cane da guardia e segnala vocalmente, la presenza di estranei. 

 

b2ap3_thumbnail_BICHON-AVANESE.jpg   BICHON HAVANAIS

Questo tipo di Bichon, che prende il nome dalla capitale cubana, è un simpatico cane da compagnia, ancora abbastanza diffuso nel Sud America e nelle Antille. Ha un carattere allegro e vivace, sebbene meno gioviale del Bichon a poil frisé, ed ha la tendenza ad affezionarsi ad una sola persona. Possiede, pur nella taglia contenuta, un notevole temperamento, per cui, tra l'altro, avverte il padrone dell'avvicinarsi di persone estranee e non ama molto la vicinanza di altri animali.

Necessita di un proprietario attivo che abbia molto tempo da dedicargli.

 

b2ap3_thumbnail_BOLOGNESE.jpg   BOLOGNESE

 

E’ un cane affettuoso docile e molto allegro con la sua famiglia.  Perfetto cane da compagnia, va d’accordo con adulti e bambini, ma è geloso e possessivo della sua famiglia.  La sua intelligenza lo porta ad apprendere con facilità,  a pattoche non si urti la sua sensibilità e lo si educhi con bonarietà.

 

Abbaia con vigore agli intrusi svolgendo una funzione di avviso.

 

 

b2ap3_thumbnail_barbone_20141116-212321_1.jpg   BARBONE

Questa razza originaria della Francia, anticamente impiegata per il riporto in acqua nella caccia alle anatre¸ del passato ha mantenuto solo la particolare tosatura sul posteriore, che aveva la funzione pratica di agevolarlo nel nuoto.

Di carattere socievole è oggi il prototipo dei cani da compagnia, diffusissimo in tutto il mondo è una razza estremamente versatile, grazie anche alle quattro diverse varianti di taglie e gode ovunque di grande popolarità, per il suo carattere gioviale e affettuoso. Grazie alla sua intelligenza è particolarmente predisposto all’apprendimento e in passato capitava sovente di ammirarne le esibizioni acrobatiche nei circhi.

Sebbene si adegui a tutte le situazioni, richiede un proprietario che sappia educarlo con autorevolezza o la sua intelligenza lo porterà a diventare un “barbone birbone” (ecco l’ho detto! Scusate ma non ho saputo resistere) e lo intrattenga con attività non solo di movimento, ma che lo impegnino anche cognitivamente.

Per la gioia dei proprietari che patiscono le massicce perdite di pelo, va detto che il Barbone non va in muta, di conseguenza non perde pelo, in compenso richiede sistematicamente un’accurata toelettatura.

 

b2ap3_thumbnail_Griffon_belge.jpg   GRIFFONE BELGA

Le teorie sulle origini della razza sono varie e al momento non sufficientemente accreditate, quel che è certo è che Griffoncini di Bruxelles, Griffoncini Belga e il piccolo Brabantino, hanno come ascendente unico: il Griffone di tipo Barbet o Smousje e che questi, veniva utilizzato per la caccia ai ratti nelle stalle e scuderie o per la guardia alle carrozze ed era piuttosto diffuso in Olanda, Belgio e Francia.

Caratterizzate dell'espressione simpaticamente truce e dall'aria imbronciata, il Griffone Belga, grazie al suo temperamento reso docile, tranquillo e affettuoso è apprezzato come cane da compagnia e del passato, conserva solo la tempra e il carattere indipendente.  Apprezza lunghe e intense passeggiate e nonostante la taglia è un ottimo cane da guardia.

 

b2ap3_thumbnail_SHIH-TZU.jpg   SHIH TZU

E’ un cane elegante e armonioso dall’apparente aspetto imbronciato, che viceversa è dolce e affettuoso, pur conservando un temperamento fiero e battagliero, tanto da non temere animali ben più grossi di lui. Ama la vita comoda ma è opportuno portarlo a fare lunghe passeggiate quotidiane, per permettergli di avere una vita più dinamica e socializzare con gli altri cani.

Ha bisogno di proprietario che lo sappia educare con fermezza e coerenza,  perché è piuttosto testardo.

 

b2ap3_thumbnail_LHASA-APSO.jpg   LASHA APSO

Le sue origini si perdono tra gli altipiani del “tetto del mondo”: il Tibet.   Utilizzato come cane da compagnia da monaci e pastori e soprattutto per la guardia ai monasteri, era considerato un animale sacro. Si narra che il Lasha Apso sia dotato di una straordinaria sensibilità, che lo rende in grado di captare disastri naturali quali terremoti e valanghe.

Il carattere allegro e vivace e il temperamento forte e riservato con gli estranei, fa di lui un eccellente guardiano e sebbene manifesti una certa testardaggine, è un cane particolarmente sensibile e ha bisogno di un proprietario che lo sappia educare con rispetto e che non s’imponga mai con la forza.

 

b2ap3_thumbnail_pechinese.jpg   PECHINESE 

Si tratta di una nobile e antica razza, che ha vissuto per molti secoli alla corte degli imperatori Cinesi e il suo comportamento fiero ne è una conferma.  Sebbene si leghi a tutti i membri della famiglia, sceglie di donare se stesso a una sola persona, senza troppe smancerie ma con amore incondizionato.

Piuttosto testardo e scontroso con gli estranei, vive benissimo in casa e non ha bisogno di fare molto movimento, caratteristica che lo rende adatto a un proprietario che ama la tranquillità di casa. Va educato con coerenza senza mai usare la forza.

 

b2ap3_thumbnail_chihuahua.jpg   CHIHUAHUA

Razza antichissima, non vive da sempre nella borsetta da passeggio delle dive; i suoi antenati erano liberi e furono presumibilmente catturati e addomesticati dagli indigeni, all’epoca della civilizzazione Tolteca. 

Il più piccolo cane del mondo è davvero un concentrato di simpatia e quello che ha perso in dimensione lo ha acquistato con gli interessi in carattere: sveglio, vivace e molto coraggioso ma al contempo affettuoso con il proprietario;  è un cane che ama le comodità di casa, ma non disdegna delle belle passeggiate all’aria aperta.  Nonostante le dimensioni ridotte, ha bisogno di un proprietario che lo sappia educare con autorevole fermezza.

 

b2ap3_thumbnail_CAVALIER-KING-CHARLES-SPANIELS.jpg   CAVALIER KING CHARLES SPANIEL

Di origine inglese, il Cavalier King Charles Spaniel è un cane molto attivo, che mantiene ancora oggi la sua antica passione per la caccia ai piccoli selvatici, pur essendo ormai considerato esclusivamente un cane da compagnia.

Dal carattere molto vivace e giocherellone è un compagno affidabile, che ama fare lunghe passeggiate e stare in compagnia. Si adatta a vivere in appartamento ma ha bisogno di fare molto esercizio fisico.

 

b2ap3_thumbnail_237.JPG   BOSTON TERRIER

Razza di origine nordamericana, il Boston è un compagno attento, vigile e dotato di grande vivacità, che ama divertirsi e giocare con le persone che ama. E’ un cane intelligente, dal temperamento sicuro e risoluto con gli estranei, ma affettuoso con la sua famiglia.

Benché la razza abbia avuto origine, nella prima metà del XIX secolo, dall’incrocio di esemplari di Bulldog e Bull- Terrier, al tempo famosi cani da combattimento, i Boston si dimostrarono ben presto intelligenti e affettuosi e si diffusero così in qualità di cani da compagnia.

Ha bisogno di un proprietario affettuoso e rispettoso che lo renda partecipe e sappia stuzzicare la sua acuta intelligenza con attività diverti.

 

b2ap3_thumbnail_bouledogue-francaise.jpg   BOULEDOGUE FRANCESE

I Francesi ne rivendicano la paternità, riconoscendone la derivazione dal ben più noto e antico Bulldog Inglese. Quest’ultimo, attraverso incroci con piccoli terrier, utilizzati nei sobborghi Parigini per la caccia ai ratti, avrebbe dato origine verso la fine dell’800,  all’attuale Bouledogue Francese.

 

Il Bouledogue Francese ama vivere in ozio tra tappeti e morbidi cuscini, ma non disdegna affatto lunghe passeggiate in campagna e ha bisogno di movimento costante per mantenere la sua forma fisica. Va ricordato, che avendo la canna nasale molto corta, nei mesi estivi è sconsigliabile esagerare con l’attività fisica, in quanto potrebbe avere problemi respiratori.

Da bravo molossoide in miniatura, ha una particolare attitudine per la guardia e la difesa personale e apprende con estrema facilità.

 

b2ap3_thumbnail_carlino.jpg   CARLINO

 

Le origini del Carlino risalgono a più di tremila anni fa, dove in Cina viveva nelle corti delle più alte personalità della dinastia imperiale, su piccoli troni a lui specificatamente dedicati. Attualmente è l’Inghilterra a detenerne lo standard, ed è un cane molto apprezzato per la compagnia, non soltanto per le sue caratteristiche fisiche ma anche per le sue doti caratteriali.

Dietro il suo aspetto “burbero” e buffo, si nasconde un cane socievole e affettuoso, che adora riposare pigramente sul divano, ma è sempre pronto a cogliere l’occasione per fare una bella corsa o giocare con il proprietario. Essendo piuttosto riservato con gli estranei, mostra di avere doti come guardiano di casa,  abbaiando con decisione all’avvicinarsi di persone non desiderate.

Ha bisogno di un proprietario che lo educhi con fermezza e passi molto tempo con lui.

 

Per concludere…

 

Vorrei ricordare ai lettori, che sebbene queste razze siano state selezionate allo scopo di “fare compagnia” all’uomo e si adattino con facilità a vivere in contesti urbani, conservano gli stessi bisogni etologici e fisiologici di tutti gli altri cani. Ovviamente cambierà la rilevanza, a seconda della funzione per cui la razza è stata selezionata.

Spesso i proprietari dei cani di piccola taglia, tendono a trattarli con accondiscendenza e ad accettarne tutti i comportamenti senza porre alcun limite, col risultato che il cane, non trovando nel proprietario un punto di riferimento/sicurezza,  tenderà a manifestare atteggiamenti capricciosi e nevrotici

Se a ciò, si aggiunge la naturale predisposizione dell’uomo, a interpretare il comportamento del cane in chiave umana, è facile comprendere che la situazione può solo peggiorare, in quanto diventa impossibile riconoscerne i reali bisogni.

 

 

IDENTIKIT DEL PROPRIETARIO IDEALE

Sono adatti a persone che…

~         Hanno la possibilità di trascorrere molto tempo con loro.

~         Sono disposte a condurli quotidianamente a fare delle passeggiate.

~         NON fanno uso di traversine

~         Sono consapevoli che anche i cani di piccola taglia, richiedono impegno.

~         Gli permettono di socializzare con gli altri cani e di comportarsi come tali.

NON sono adatti a persone che…

~         Pensano che i cani di taglia mini, non richiedano una buona educazione.

~         Credono che l’uso della “traversina” possa sostituire le uscite.

~         Li prendono in braccio, ogni volta che incontrano un altro cane.

~         Lì “ridicolizzino” agghindandoli come peluche.

~         Non sopportano un cane che tende ad abbaiare di frequente   

 

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Ed eccoci finalmente al gruppo dei RETRIEVER, razze a me molto care, considerato che fanno parte della mia famiglia ben 5 Golden Retriever ed è proprio da questa razza meravigliosa che vorrei partire.

b2ap3_thumbnail_GOLDEN-RETRIEVER.jpg  GOLDEN RETRIEVER

Le origini …

La tesi, secondo la quale, Ia razza ebbe origine da un gruppo di cani da circo provenienti dalla Russia, fu discussa a lungo dagli appassionati e smentita, allorché gli specialisti,  giunsero alla conclusione che i Golden Retriever provenivano  dai Wavy Coated (gli odierni Flat Coated).

Il primo retriever giallo, nato nel 1864 da una coppia di Wavy Coated neri,  fu acquistato a Brighton da Lord Tweedmouth che lo fece accoppiare con Belle, una Tweedwater-Spaniel di sua proprietà. Dalla loro unione nacquero 4 cuccioli, che diedero origine a una linea di sangue che avrebbe portato all’attuale razza dei Golden Retriever.

Il carattere…

La razza fu selezionata per la caccia, per la ricerca e il riporto della cacciagione morta o ferita. Le caratteristiche discriminate per questo compito, quali:  intelligenza, memoria e docilità, unite a un buon fiuto e a una buona dose di spirito di iniziativa, fanno del Golden Retriever un cane estremamente versatile e apprezzato, non solo come cane da famiglia, ma anche come cane-guida per non vedenti, nella pet-therapy, come cane da ricerca delle persone disperse sotto le valanghe e come cane da salvataggio in acqua.

Va ricordato che il Golden è un cane molto sensibile e deve essere educato con molta pazienza e dolcezza, anche se con fermezza,  ma senza mai usare le maniere forti.

Anche se preferisce vivere in campagna e il suo habitat naturale è costituito da campi, terreni fitti e boscosi e corsi d’acqua, si adatta senza problemi alla vita cittadina, a patto che lo si porti quotidianamente a fare lunghe passeggiate e gli si dia la possibilità di soddisfare, almeno ogni tanto,  le caratteristiche essenziali per cui la razza è stata creata.

b2ap3_thumbnail_LABRADOR-RETRIEVER.jpg  LABRADOR RETRIEVER

Le origini…

Intorno al 1820, il Labrador fu introdotto in Inghilterra. Questo grosso cane giallo, che all’epoca era di taglia maggiore e insieme al Terranova,  veniva utilizzato dai pescatori dell’isola di Terra-Nova per recuperare le reti; fu subito apprezzato per le sue attitudini al riporto,  tanto che le sue doti, venivano impiegate per riportare i relitti galleggianti in caso di naufragio. Successivamente gli incroci effettuati con i Pointer a pelo corto, lo resero simile al cane che conosciamo oggi.

Il carattere…

Il Labrador è un cane versatile, molto apprezzato per il fiuto eccezionale che lo rende un valido aiuto in numerosi paesi per il ritrovamento di stupefacenti e ordigni esplosi.  Si distingue nel riporto e nel ritrovamento della selvaggina, grazie anche alla capacità di orientarsi e memorizzare visivamente il punto in cui è caduta.

E’ un cane rustico e resistente, un vero e proprio vulcano di energia, specie nei primi 2 o 3 anni di vita, al termine del quale, se viene educato con fermezza, diviene docile e calmo.

Socievole e desideroso di piacere, non è mai un attaccabrighe ma sa farsi rispettare se necessario.

Il suo appetito è insaziabile e tende ad ingrassare facilmente.

 

b2ap3_thumbnail_curly-rivestito-retriever.jpg   CURLY COATED RETRIEVER

Le origini…

E’ il più antico dei Retriever e la sua presenza è stata appurata già dal 1800 nelle esposizioni canine a Brighton, in Gran Bretagna. Come tutti i Retriever, proviene dall’isola di Terra-Nova, dove aveva il compito di aiutare i pescatori dell’isola. Non si conoscono con esattezza le origini di questa razza, che al giorno d’oggi è molto rara, anche se pare che fra i suoi antenati, vi sia il water-spaniel (oggi scomparso).

Il carattere…

E’ un cane solido e resistente, dotato di intelligenza e indipendenza. Sicuro di sé, risoluto, fiero e ottimo compagno sia in famiglia che durante la caccia. Necessita di un proprietario che trascorra molto tempo con lui e che lo educhi adeguatamente. 

b2ap3_thumbnail_FLAT-COATED.jpg   FLAT COATED RETRIEVER 

Le origini…

L’origine del Flatcoated (pelo piatto) Retriever,  risalgono alla seconda metà del 1800, allorchè  in Inghilterra un’allevatrice dell’epoca,  Mrs Evelyn Shirley, figlia di Mr. S.E. Shirley, noto fondatore del Kennel Club nel 1873 e appassionato di Wavy Coated, decise di provare ad allevare il “Retriever perfetto”,  ovvero un cane che si differenziasse dagli altri Retriever per l’aspetto più elegante e il pelo più leggero, pur mantenendo l’attitudine al riporto dolce, della selvaggina. L’obiettivo era quello di ottenere un cane dual purpose (bello e bravo), capace di trionfare sia nelle esposizioni cinofile che nei “field trials” e ci riuscirono, facendo di lui il cane alla caccia più in voga del XIX secolo, fra i benestanti.

Attualmente i Flatcoated sono meno diffusi dei Labrador e dei Golden Retriever, i quali hanno conosciuto uno sviluppo incredibile, ma non necessariamente benefico alle due razze.

Il carattere…

Sebbene il suo temperamento estremamente giocoso, lo renda un eterno Peter Pan, Il Flat Coated non è un cane adatto a tutti, in quanto matura lentamente e la sua educazione va seguita nel tempo,  con pazienza e costanza; per tale motivo necessita di un proprietario che possa dedicargli molto tempo ed energia, così da evitare che diventi un compagno invadente.

E’ un cane esuberante e molto vivace, poco adatto a vivere in appartamento, in quanto essenzialmente, è un cane di campagna che conserva le caratteristiche per il quale è stato selezionato. Per mantenere il suo benessere psicofisico, necessita di fare quotidianamente molto movimento e vista la sua grande passione per l’acqua, gli si deve permettere di immergersi e nuotare ogni volta che è possibile.

b2ap3_thumbnail_chesapeake-retriever.jpg   CHESAPEAKE RETRIEVER

E' una razza molto diffusa nel suo paese di origine, gli USA, mentre in Europa non ha riscosso lo stesso successo, poiché mancano i presupposti che hanno reso necessario nel Nord America, un cane adatto al lavoro in acqua, nelle condizioni più estreme.

Il suo aspetto, ci da un’idea di come potevano essere i cani originari dell’isola di Terra-Nova: cani forti e robusti, senza essere troppo grandi, dal pelo denso e untuoso, così da renderlo impermeabile e impedire all’acqua fredda e ghiacciata di raggiungere la pelle, consentendo un’asciugatura rapida.

Il carattere…

E’ un cane resistente e rustico, che ha bisogno di esercizio fisico prolungato. Assolutamente inadatto alla vita in città o in appartamento, necessita un clima rigido, con neve e ghiaccio ed è opportuno consentirgli di nuotare regolarmente.

 

b2ap3_thumbnail_NOVA-SCOTIA.jpg   NOVA SCOTIA DUCK TOLLING 

Le origini…

E’ il più piccolo dei Retriever e il suo nome significa letteralmente: riportatore e richiamo di anatre della Nuova Scozia. La razza fu creata in Nuova Scozia (Canada) all’inizio del XIX secolo e il suo compito era quello di trotterellare e giocare nei pascoli, stimolato dal cacciatore che gli lanciava rametti o palline, così da incuriosire e attirare le anatre e portarle a una distanza tale da essere abbattute. In seguito il Toller doveva riportare la selvaggina.

E’ un cane abbastanza diffuso, nelle regioni paludose dove abbondano le anatre.

Il carattere…

Si distingue dagli altri Retriever per le sue doti naturali e ha una conformazione fisica che gli conferisce agilità e la forza per poter riportare la selvaggina.

Lo scopo dell’allevamento è il Dual Purpose, ovvero esposizione e lavoro in un unico esemplare: è caratterizzato da forza e armonia del movimento, orientamento superiore alla media e un fiuto straordinario.  Il Nova Scotia è un cane resistente e dal temperamento focoso, capace di riportare all’infinito una preda in acqua e mantenere la sua combattività sino a tarda età.

Non è un cane per tutti o per persone poco attive! E’ un vero e proprio cane di utilità, nell’acqua quanto sul terreno e se le sue doti non vengono utilizzate per la caccia, bisogna trovargli un’occupazione sostitutiva o diventerà indipendente e poco collaborativo,  il suo istinto alla guardia diverrà più forte e perderà, in parte, la capacità di relazionarsi con l’uomo.

Il proprietario ideale deve garantirgli lunghe corse all’aperto e tuffi nei ruscelli, per soddisfare buona parte delle sue esigente. Ama la sua famiglia e si sente responsabile verso di loro, è un compagno allegro e tenero che permette tutto a coloro che ama. Cauto nei confronti degli estranei è un guardiano attento ed energico, pur senza essere mai aggressivo,  intimidisce con sguardi penetranti e ringhi,  coloro che non gli sono simpatici.  

E’ un cane molto sensibile e per conquistarsi la sua fiducia, va educato con calma e dolcezza, senza mai usare le maniere forti.

 

Vediamo ora, come le caratteristiche selezionate per queste razze influiscono sul loro comportamento:

 

  1. Attendere l’abbattimento del selvatico e ritrovare la selvaggina abbattuta – Per fare questo, sono state esaltate la motivazione perlustrativa (perlustrare e mappare territori) e di ricerca olfattiva, pertanto il cane sarà portato ad allontanarsi dal proprietario, specie in presenza di stimoli.
  2. Recuperare la selvaggina e riportarla intatta al cacciatore La motivazione predatoria (rincorrere oggetti in movimento) è elevata come in tutti i cani da caccia, anche se dell’intera sequenza predatoria è stata conservata solo la fase di localizzazione e il morso per afferrare.  Non essendo possibile inibire tale motivazione, in quanto parte dell’Etogramma di specie,  per evitare che il cane la metta in atto in contesti sbagliati (ad esempio inseguendo veicoli, bicilette o persone che corrono), sarebbe corretto disciplinarla contestualizzandola  e fornendogli un target idoneo, che consenta al cane di soddisfare questo bisogno, senza pericoli.
  3. Riportare la preda intatta al cacciatore – richiede una motivazione collaborativa elevata. La natura socievole e docile, della maggior parte dei Retriever, li rende desiderosi di collaborare e condividere, portandoli a fare il riporto naturalmente, a patto che il proprietario rinforzi questa tendenza, senza mai tentare di strappargli nulla dalla bocca.
  1. La motivazione cinestesica molto elevata, li porta ad aver bisogno di molto movimento
  2. Sono abili nuotatori – Hanno una vera e propria passione per l’acqua, quindi non c’è da stupirsi se approfittano di ogni specchio d’acqua a disposizione, pozzanghere incluse, per bagnarsi. In alcuni soggetti questa passione non nasce immediatamente e devono essere guidati con pazienza e senza forzature a scoprirla. Sarebbe indicato dar loro la possibilità di nuotare, almeno ogni tanto.
  3. Nonostante l’aspetto tenero, sono cani rustici e resistenti che si trovano a loro agio in acquitrini e ambienti paludosi – Di conseguenza, sebbene si adeguino a vivere in appartamento, gli si devono concedere lunghe passeggiate quotidiane, dove possano correre ed esplorare olfattivamente.

Sono adatti a persone che…

  • Amano fare lunghe passeggiate con il proprio cane,  in mezzo alla natura.
  • Permettono al cane di fare ciò che è nella sua natura: correre, scavare, cercare, nuotare, sporcarsi
  • Abbiano la possibilità di condividere molto tempo con il proprio cane
  • Siano autorevoli ma non autoritari e lo educhino con gentilezza
  • Accettino il fatto che dietro all’apparente aspetto di cane pacioso, si nasconde un cane rustico, vivace e desideroso di “fare”

NON sono adatti a persone che…

  • Preferiscano rilassarsi sul divano piuttosto che una passeggiata nel bosco
  • Sono convinti che per passeggiata, si intenda fare il giro dell’isolato per i bisogni fisiologici
  • Non desiderano un cane vivace ed eccitabile, specie nell’età giovanile
  • Inorridiscono per un po’ di pelo sul pavimento e qualche impronta di fango
  • Trascorrono molte ore fuori casa

 

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Per chi si trovasse a leggermi per la prima volta, ricordo che le razze sono state suddivise per gruppi motivazionali e non secondo la classificazione FCI; pertanto vi capiterà di trovare in alcuni gruppi, razze che solitamente si trovano in altri (ad esempio alcuni Spaniel).

Inoltre è bene ricordare che ad ogni razza corrisponde una determinata specializzazione, in funzione della quale sono state selezionate determinate caratteristiche morfologiche e motivazionali, che assumeranno una diversa rilevanza, in base alle esperienze individuali del soggetto, rendendolo unico nel suo genere.

Vediamo ora,ialcune delle principali razze appartenenti al gruppo :

 

CANI DA FERMA CONTINENTALIovvero le razze canine che sono state selezionate nel continente Europeo, dopo l'avvento delle armi da fuoco, per segnalare la presenza di selvaggina da penna, come fagiani e quaglie, sia sul terreno che in volo.

 

 b2ap3_thumbnail_BRACCO-ITALIANO.jpg  BRACCO ITALIANO

Assieme allo Spinone Italiano, rappresenta l’unica razza da ferma dei cani da caccia Italiani, è un cane vivace e resistente, dal temperamento docile ed equilibrato.  Essendo molto intelligente, possiede grandi capacità di apprendimento, a patto che lo si educhi con dolcezza. Ama stare in compagnia e può vivere in appartamento a patto che gli si possano garantire uscite costanti e movimento.

 

b2ap3_thumbnail_BRACCO-SPAGNOLO.jpg  BRACCO DI BURGOS

La razza è specializzata come cane da ferma , per la caccia di piccola selvaggina di pelo e penna  ed è molto apprezzato dai cacciatori che desiderano un cane rustico e resistente  su tutti i tipi di terreno.

Di carattere docile, intelligente ed equilibrato, si adatta alla vita in famiglia a patto che gli si offra la possibilità di fare molto movimento.

 

b2ap3_thumbnail_SPINONE.jpg SPINONE ITALIANO

E’ un eccellente cane da caccia rustico e resistente, tanto che le paludi e la fitta boscaglia sono fra gli habitat in cui più si evidenziano le sue abilità;  dotato naturalmente di un buon riporto anche in acque gelide, non teme intemperie e fatica.

Caratterizzato da un'indole docile e affettuosa, necessita di un proprietario che lo coinvolga nella vita familiare e si adatta a vivere in appartamento, a patto che si tengono in debito conto le sue naturali ed istintive necessità di moto.

 

b2ap3_thumbnail_WEIMARANER-CUCCIOLO.jpg  WEIMARANER

E’ un cane versatile, facile da educare, vigoroso e tenace nel rintracciare la selvaggina e altre prede, e affidabile come cane da ferma.

Ha una naturale predisposizione alla guardia, grazie alla sua forte territorialità e alla tendenza a essere molto protettivo nei confronti della famiglia. Per tale motivo si consiglia una socializzazione accurata fin dai primi mesi di vita, sia con le persone sia con gli altri cani, perché essendo per natura diffidente verso gli estranei, potrebbe manifestare un carattere aggressivo, oltre a una corretta educazione impartita con gentilezza, che consenta ai proprietari di incanalare la sua esuberanza.

A tal proposito, è bene fornirgli la passibilità di fare un adeguato esercizio fisico, consono alle sue esigenze.

 

b2ap3_thumbnail_Epagneul-Breton.jpg  EPAGNEUL BRETON

E’ un cane molto vivace, sensibile e intelligente, adatto a qualsiasi tipo di selvaggina, anche da pelo; ottimo “fermatore” e molto abile nel recuperare le prede, anche in acqua.

L’Epagneul Breton si adatta a vivere anche in appartamento e risulta sempre docile, affettuoso e giocherellone ma necessita di un proprietario che lo conduca spesso a fare delle lunghe passeggiate.

Se in famiglia viene adottato un altro animale, tende a manifestare gelosia con comportamenti aggressivi nei confronti del  nuovo arrivato. 

 

CANI DA FERMA BRITANNICI - Si dividono in Pointer e Setter e la loro "ferma" è spettacolare

 

b2ap3_thumbnail_pointer.jpg  POINTER INGLESE

E’ un galoppatore nato, ed è considerato uno dei cani più eleganti e apprezzati per la caccia e si mostra particolarmente dotato nella ricerca e la ferma della preda, con buone capacità di riporto della selvaggina.

Sebbene sia un cane rustico e irruente nella caccia, ha un’aria aristocratica e diffidente nei confronti degli estranei. Mentre in famiglia si mostra amabile ed equilibrato.

E’ poco adatto a proprietari inattivi e alla vita in appartamento come semplice cane da compagnia, in quanto una vita non attiva lo renderebbe molto triste e malinconico. 

 

b2ap3_thumbnail_SETTER-INGLESE.jpg  SETTER INGLESE

Splendido cacciatore, si muove con un galoppo morbido e leggiadro che gli permette di esplorare velocemente ampi territori, grazie all’elevata resistenza alla fatica. E’ un cane molto dolce e affettuoso e per la sua indole pacata e sensibile,  si presta facilmente a trasformarsi in un amabile cane da compagnia.

Per la sua innata predisposizione al movimento e agli ampi spazi è il cane ideale per chi ama stare in campagna, passeggiando all'aria aperta.

 

b2ap3_thumbnail_setter-IRLANDESE.jpg  SETTER IRLANDESE ROSSO 

Sicuramente tra le razze  più belle esteticamente, è un cane molto intelligente e affettuoso,  vittima di una certa diffidenza tra i cacciatori e gli estimatori, per via del carattere troppo focoso, l'estrema eccitabilità e l'eccessivo sensibilità.

Cane da caccia per eccellenza, necessita di una grande quantità di movimento e un proprietario che sappia educarlo con pazienza e dolcezza, senza eccedere con la fermezza che lo renderebbe del tutto insofferente. 

 

b2ap3_thumbnail_SETTER-GORDON.jpg   SETTER GORDON

Dotato di un grandissimo fiuto, buon galoppo, tipica ferma, rispetto agli altri setter è più docile e facile da educare, per una naturale propensione a voler assecondare il proprietario; eccellente riportatore anche in acqua, sa cacciare in ogni terreno ed è particolarmente abile negli acquitrini essendo un ottimo nuotatore; denota un atteggiamento pacato e riflessivo nello svolgere il suo lavoro.

Il Setter Gordon è un cane estremamente equilibrato, affettuoso e dolce che può adattarsi a vivere in appartamento con l'ovvia raccomandazione di farlo correre a sufficienza per il suo equilibrio psico-fisico.

Rispetto agli altri Setter è più diffidente con gli estranei e con gli altri cani pertanto necessita di una socializzazione accurata fin dai primi  mesi di vita. 

 

GLI SPANIEL - Sono cani da "cerca", prevalentemente per la selvaggina da penna, che battono il terreno con il naso a terra per trovare il selvatico e farlo passare davanti al fucile del cacciatore. Non fermano e non abbaiano, ma usano molto la coda per comunicare la distanza della preda, modificando frequenza e tipo di scodinzolio.

 

b2ap3_thumbnail_Cocker-Spaniel-Inglese-1-800x400-800x400.jpg  COCKER SPANIEL

Nasce come cane da caccia, inimitabile nello scovare la preda nascosta e costringerla a fuggire, senza timore di doversi avventurarsi in cespugli, rovi e fitta boscaglia alla ricerca della selvaggina, E’ un cane rustico che non teme né intemperie, né terreni ostili ed effettua un ottimo riporto anche in acqua.

Nonostante le sue origini di cacciatore, attualmente viene considerato un cane da compagnia dal carattere gioioso e vivace e si adatta facilmente alla vita in appartamento. Necessita di un proprietario che sappia educarlo con fermezza e gli garantisca un’adeguata attività fisica.

 

b2ap3_thumbnail_fotos-springer-spaniel-ingles_20140307-185805_1.jpg  SPRINGER SPANIEL

Rustico e temerario è un grande cane da “scovo” e da “riporto” della selvaggina, apprezzato anche come cane da compagnia. Di temperamento energico e indipendente, sa essere affettuoso con i componenti della sua famiglia e si adatta a vivere ovunque a patto che gli si conceda la possibilità di sfogare la sua esuberanza con abbondante movimento quotidiano.

Necessità di un proprietario autorevole che sappia educarlo con fermezza. 

 

Vediamo ora,  come le caratteristiche selezionate per queste razze, in base ai compiti da svolgere, influiscono sul loro comportamento:

v  Devono scovare la selvaggina anche in ambienti paludosi e fitte boscaglie

Come tutti i cani da caccia, hanno una motivazione predatoria molto sviluppata, che non va incentivata nemmeno nelle attività ludiche, in quanto in mancanza di un contesto adeguato per poterla esprimere, tenderanno a trovare un modo alternativo, arrivando a rincorrere tutto ciò che si muove (persone che fanno jogging, biciclette, autovetture etc).

v  Spingerla verso il cacciatore, indicando dove si trova con una postura particolare detta “ferma” che consiste nell’interruzione di ogni movimento e nell’esasperazione dello sguardo fisso, che precede l’aggressione,  nella sequenza predatoria.

Per indicare al cacciatore la posizione esatta della preda, il cane deve rimanere a “vista” e mantenere il collegamento, pertanto se ben educato, tenderà a non allontanarsi troppo. 

v  Il cane deve bloccare la predazione, limitandosi allo sguardo fisso e non deve avventarsi sulla preda.

Di conseguenza, reattività e impulsività sono poco sviluppate, in quanto sarebbero controproducenti per il lavoro da svolgere. Mentre nei cani da ferma tedeschi, la cattura e l’uccisione della preda sono ammesse. 

v  Le  razze continentali, spesso devono riportare la preda ferita al cacciatore.

Ciò li rende di norma poco possessivi e portati a collaborare con il proprietario 

v  Spesso cacciano in piccoli gruppi con altre razze specializzate in funzioni diverse

Come per tutti i cani che lavorano in gruppo, la combattività verso i conspecifici è bassa

v  Non hanno bisogno di abbaiare per comunicare con il cacciatore,  in quanto rimangono sempre a vista e comunicano attraverso la postura.

Al contrario dei segugi, che allontanandosi molto dal cacciatore comunicano vocalmente,  i cani da ferma abbaiano poco anche nella quotidianità.

 

Riassumendo, Le razze appartenenti a questo gruppo, sono portate a:

  • Avere un istinto predatorio molto sviluppato
  • Necessitano di movimento quotidiano
  • Amano cercare, scovare ed esplorare olfattivamente
  • Possono vivere in gruppo
  • Sono facilmente educabili

Sono adatti alle persone che…

  • Amano fare lunghe passeggiate con il proprio cane, in campagna o nei boschi
  • Sappiano educarlo con pazienza e fermezza
  • Non si aspettino un cane “soldatino”
  • Offrano al cane attività che possano appagare i suoi bisogni di correre e annusare
  • Gli permettano di comportarsi da cane rustico in ambienti consoni
  • Non pretendano che non si imbratti il mantello di acqua o fango

NON  sono adatti alle persone che…

  • Preferiscono una passeggiata in città a una in campagna
  • Sono maniache della pulizia e non permettano al cane di sporcarsi
  • Non siano disposte a soddisfare il grande bisogno di movimento di questi cani
  • Sono assenti per molte ore al giorno
  • Pretendano che svolga unicamente il ruolo di cane da compagnia
  • Vogliono un cane che faccia la guardia (a parte il Weimaraner che è naturalmente dotato)

 

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©Carla Barbetta
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Molto spesso, nello svolgimento del mio lavoro,  mi chiedono se sono un'addestratrice?

Ebbene no, non lo sono! Io educo i cani, anzi volendo precisare, più che altro educo i proprietari e li metto nelle condizioni di relazionarsi correttamente con i propri compagni a 4 zampe.

In realtà fra le due cose c'è una grossa differenza ovvero: chi addestra insegna al cane una serie di "abilità", alcune di queste molto divertenti, ma che non trovano alcun riscontro nella quotidianità.

Un esempio? Se mi chiamano perchè un cane tira al guinzaglio o fa pipi in casa, servirà a poco insegnargli a fare l'orsetto o il morto, non credete? 

Ecco perchè specifico sempre che, Educare in ambito pedagogico significa "focalizzare"  il percorso educativo, sullo sviluppo delle potenzialità insite nel cane e sulla strutturazione di un profilo comportamentale equilibrato, piuttosto che sulle performance ubbiditive e di controllo del cane.  

Oltre a ciò, il mio obiettivo consiste nel creare un "ponte" fra la comunicazione del cane e quella del proprietario, affinchè imparino a comprendersi e a sviluppare una comunicazione chiara per entrambi.

Molte persone pensano che sia sufficiente vivere sotto lo stesso tetto per conoscersi a fondo, ma questo non è del tutto corretto.

Nonostante i cani abbiano accompagnato l'uomo nel suo percorso evolutivo sin dal lontano Paleolitico, ovvero circa 100.000 anni fa, epoca a cui risale l'addomesticamento del cane (in pratica da che esiste l'uomo, così come lo conosciamo), ancora oggi vi sono molte cose che non conosciamo di lui

Inoltre, il fatto che noi umani siamo per natura egocentrici e tendiamo a metterci al centro del mondo, fa si che ci venga spontaneo interpretare il comportamento del cane in chiave umana. Questo purtroppo ci preclude l'opportunità di scoprirlo in modo autentico!  

E' pur vero che vi sono alcune similitudini fra le due specie, che hanno reso possibile la co-evoluzione, ma sebbene i cani siano animali sociali proprio come noi animali umani, hanno bisogni primari e una comunicazione completamente diversa dalla nostra. 

Ad esempio: "sapete che quello che per noi è un'abbraccio, per il cane potrebbe equivalere a un'aggressione?" 

Negli ultimi 100 anni, siamo passati da una società rurale, dove il cane aveva un ruolo utilitaristico ben definito, ma veniva considerato al pari di una macchina e spesso maltrattato fisicamente; a una società urbana, dove il cane non solo vive in un contesto inadeguato, ma spesso viene trattato come un bambino viziato.  

Il guaio è che mentre pensiamo di fargli un privilegio, in realtà gli stiamo togliendo qualcosa di fondamentale per il suo benessere psicofisico... la possibilità di comportarsi secondo la sua natura.  

Di fatto, siamo passati da un maltrattamento fisico a un maltrattamento psicologico! 

 

 

La settimana prossima parleremo di: Perchè i cani con problemi del comportamento sono in aumento?

Non mancate!

©Carla Barbetta
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Condividere la propria vita con un cane è un'esperienza "unica", a patto che la decisione di adottarlo sia stata ponderata attentamente e che siate consapevoli che dovrete prendervene cura per "tutta la durata della sua vita".

Purtroppo però, molto spesso, i motivi che portano ad accogliere un cane in famiglia hanno ben poco di razionale; la dice lunga il fatto che ogni anno in Italia, centinaia di migliaia di cani vengono abbandonati a se stessi, maltrattati, seviziati o uccisi, per l'egoismo umano.

Pertanto "prima" di prendere una decisione così importante, è bene porsi alcune domande: 

QUANTO TEMPO POSSO DEDICARE AL CANE?

Uno dei "bisogni primari" del cane, insieme alla necessità di mangiare, bere e dormire è costituito dalla necessità di fare movimento. Che ci sia pioggia, neve, sole o vento, il cane deve poter uscire almeno 3 o 4 volte al giorno e qundo dico "uscire" non intendo semplicemente per i bisogni fisiologici.

Almeno una delle uscite, dovrà diventare una vera e propria passeggiata, che preveda, oltre alla condotta al guinzaglio, lunghi momenti di libertà per poter correre, giocare, socializzare con persone e cani e sperimentare il mondo attraverso l'olfatto. 

SONO UN TIPO ATTIVO O SEDENTARIO?

Il bisogno di fare movimento varia a seconda della taglia, dell'età e della predisposizione di razza, ma resta comunque una necessità per tutti i cani.

Se amate la vita sedentaria, sarebbe preferibile farsi consigliare da un Educatore Cinofilo, in merito alla razza/taglia o età, più confacente  al vostro stile di vita. Ricordate che "chi ben inizia è a metà dell'opera" e la felicità di entrambi, dipenderà in gran parte da questo. 

PENSO DI FARLO VIVERE IN GIARDINO?

E' bene sfatare un mito: il cane preferisce vivere in un miniappartamento con un compagno umano attento alle sue esigenze psicofisiche e disposto a condividere con lui "tempo di qualità", piuttosto che vivere da solo in un grande giardino. 

QUANTO TEMPO DOVRA' RIMANERE DA SOLO?

Trattandosi di un'animale sociale, il cane ha bisogno di sentirsi parte di un gruppo e di poter partecipare alle varie attività della famiglia.

Se il vostro lavoro vi porta ad essere assente per molte ore al giorno, è decisamente sconsigliabile adottare un cane, perchè fareste di lui un individuo annoiato, ansioso e infelice oltre che un probabile distruttore! 

SONO UN MANIACO DELLA PULIZIA E DELL'ORDINE?

Prima di imparare a fare "pipi e popò" all'esterno, il cucciolo sporcherà in casa e anche quando avrà imparato a eliminare nel posto giusto, gli "incidenti" continueranno fino a 4/6 mesi di vita.

Inoltre, stabilito che il cane necessita di uscire anche quando piove e che deve avere l'opportunità di potersi "comportare da cane", capiterà di frequente che rientri a casa bagnato e con le zampe infangate.

Come se non bastasse, il suo mantello avrà bisogno di cure e spazzolature più o meno frequenti, a seconda della lunghezza del manto e due volte all'anno andrà in "muta" con conseguente ed evidente perdita di pelo dappertutto. 

POTETE PERMETTERVELO?

Sembra una domanda indelicata lo so, ma è bene sapere che un cane costa e che dovrete mettere in conto:

  • cibo
  • spese veterinarie per vaccini, profilassi preventive, eventuale sterilizzazione ed emergenze mediche
  • antiparassitari
  • guinzaglieria
  • accessori vari (materassi, ciotole, giochi etc)
  • e per i più attenti, un percorso educativo che consenta al cane di strutturare un profilo comportamentale equilibrato

 

Detto questo

se siete arrivati fin qui senza scoraggiarvi 

e siete ancora convinti di voler adottare un cane

sappiate che la vostra vita indubbiamente cambierà

IN MEGLIO

e che sarete stupiti

di quanto il vostro compagno a 4 Zampe potrà darvi!

 

Carla Barbetta

Centro Cinofilo CANTA ALLA LUNA

 

 

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CONSIGLI PRATICI PER PROPRIETARI ALLE "PRIME ARMI" 

Ultimamente, nel corso delle mie "scorribande virtuali" nel social network, mi capita sempre più spesso di imbattermi in annunci di proprietari, alla ricerca del "partner ideale" per far accoppiare il loro cane. 

Molti proprietari, sono convinti che il loro compagno a 4 zampe, abbia "bisogno" di accoppiarsi almeno una volta nella vita, inconsapevoli del fatto che in realtà stanno proiettando sull'animale un bisogno che non gli appartiene. 

Chi possiede una femmina, è portato a pensare che la gravidanza magicamente risolverà il problema delle pseudogravidanze, altre volte invece, desidera "vivere" la straordinaria esperienza della nascita attraverso il proprio cane. 

Prima di proseguire, vorrei precisare che lo scopo di questo articolo, non è quello di dissuadere i proprietari dal far accoppiare il proprio cane, ne quello di affrontare tematiche legate all'importanza della selezione e della prevenzione delle patologie genetiche, in quanto queste problematiche andrebbero prese in esame molto prima del concepimento stesso.

Ciò che mi preme, è dare informazioni corrette e sottolineare che se vogliamo dar vita a cuccioli sani ed equilibrati, dobbiamo pensare al loro benessere, ancor prima della nascita.

E qui, apro una nota dolente, in quanto a volte sono gli allevatori stessi che pur ponendo attenzione alla selezione delle razze e all'aspetto sanitario della gravidanza, sono carenti sotto il profilo etico, legato al benessere psicofisico dell'animale.

NEL VENTRE MATERNO 

Se la madre è ansiosa...

E' possibile accertare lo stato di gravidanza della cagna, tramite un indagine ecografica, soltanto a partire dal 21/25° giorno dal concepimento. La gestazione che ha una durata media di 61-63 giorni, normalmente non da origine a evidenti cambiamenti nel corso del primo mese. 

Studi condotti in materia, hanno rilevato che intorno al 45° giorno di gestazione, i feti cominciano a interagire tra loro e con la madre, attraverso le secrezioni ormonali che circolano nel sangue. La quantità degli ormoni, cambia a seconda del grado di stress della gestante e influisce sul livello di reattività dei cuccioli.

Quando la madre è sottoposta a uno stress di qualunque tipo, presenta contrazioni violente in diverse parti dell'intestino e dell'utero che provocano nel cucciolo, movimenti rotatori e dal basso verso l'alto, di durata variabile in base all'intensità della reazione della madre. 

Ne deriva che i cuccioli di madri sottoposte a forti tensioni e a rumori continui, presenteranno sin dalla nascita, un comportamento tendente allo stress cronico.

Naturalmente, se la madre soffre a priori di disturbi ansioni, avrà in ogni caso la tendenza, non genetica ma congenita, di influenzare il comportamento della propria prole. 

Per tale motivo, si suggerisce di fare in modo che durante la gravidanza, la cagna viva in un ambiente protetto e lontano dagli stress, così che lo stato emotivo e il comportamento esploratorio dei cuccioli che nasceranno, siano ottimali. 

Il feto acquisisce competenze...

A partire da 20 giorni prima della nascita, il feto possiede competenze tattili ed è quindi in grado di percepire le carezze, attraverso il ventre della madre. 

Accarezzare dolcemente il pancione della cagna è molto importante, perchè permette di stimolare i cuccioli, predisponendoli a una maggior tolleranza alle future manipolazioni da parte dell'uomo.

Nello stesso periodo, inizia a compiere i primi movimenti di suzione di una zampa e del cordone ombelicale, fatto assai curioso, se si pensa che anche nei soggetti adulti, leccarsi una zampa è uno dei comportamenti messi in atto per calmare la tensione emotiva.

 

 

 

 

 

 

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Condividere la propria vita con un cane può essere una delle esperienze più gratificanti e arricchenti che esistano, sia dal punto di vista affettivo che sociale, a patto che l’adozione ci veda consapevoli dell’enorme responsabilità che andremo ad assumerci, in quanto questa meravigliosa creatura dipenderà da noi per tutta la durata della sua vita. 

Un cane è per sempre o almeno dovrebbe, in quanto parte integrante della famiglia, ma allora come mai ancora oggi i canili durante il periodo estivo fanno il “tutto esaurito”?

Eppure non è così difficile, si tratta semplicemente di riorganizzare le proprie abitudini anche in funzione dei bisogni del cane, esattamente come faremmo per un figlio, mettendo in conto che il dovere nei suoi confronti non cessa solo perché desideriamo fare una vacanza che non contempla la sua presenza.

E’ quindi nostro dovere trovare qualcuno che si occupi di lui in nostra assenza, ma cosa fare se non vi sono parenti o amici disposti a prendersi tale responsabilità?

Come Educatore Cinofilo, ma soprattutto come proprietaria di 5 cani, l’idea di portarli in una pensione che per quanto bella e costosa preveda l’utilizzo delle gabbie, mi fa rabbrividire. 

Da questo mio pensiero è nato Hotel Bau Resort a ***** dove i cani sono trattati davvero come ospiti d’onore e dove il soggiorno diventa anche per loro una vera e propria vacanza, perché per noi il benessere del tuo cane è davvero importante!

Visita il nostro sito www.tieducoilcane.it per il tour virtuale del Centro cinofilo Canta alla Luna e per maggiori info sui servizi offerti.

Ti aspettiamo!!!  

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Per la prima volta: "COMFORT ZONE"

Mettetevi comodi... alla ricerca del vostro benessere!

b2ap3_thumbnail_SCANAVACCA_20140522-155556_1.jpginfo: semplicementesordo@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

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Finalmente la decisione è stata presa. Ne abbiamo parlato a lungo in famiglia e ora "siamo pronti ad accogliere nella nostra casa un cane" consapevoli che farà parte della famiglia finchè avrà vita.

Ora non resta che decidere "qual'è il cane più adatto a noi"? 

Sembra facile, ma sono davvero poche le persone che fanno una scelta ponderata in tal senso!

Come Educatore Cinofilo, ho notato che le motivazioni sono piu' spesso legate all'aspetto morfologico e alla taglia del cane, piuttosto che alle attitudini e vocazioni delle specifiche razze.

I "media non professionali", attraverso film, pubblicità e i persino cartoni animati, hanno contribuito a diffondere un immagine "sfalsata" del cane, creando vere e proprie "mode del momento" destinate ad influenzare la scelta di chi si accinge ad adottare un cane.

Basta pensare...

♦ Gli avventurosi Rex e Rin Tin Tin che hanno contribuito a rendere i Pastori Tedeschi, una delle razze piu' diffuse al mondo

♦ Alla dolce Lassie l'intrepido Collie della famosa serie TV

♦ Il Labrador Retriever di Io e Marley che tanto ci ha commosso, piuttosto che quello divenuto icona di una famosa marca di carta igienica

♦ Il fedele Akita-Inu di Hachiko

Gli stupendi cuccioli di Golden Retriever di Air Bud

E persino i Dalmata della Carica dei 101,  giusto per ricordarne qualcuno

E non va certo meglio a chi si affida alle classiche "monografie" sulle singole razze, che elencano tutta una serie di caratteristiche che non solo, sono spesso in contrapposizione tra loro, ma fanno apparire il cane come una sorta di automa creato con lo stampino e non, un soggetto unico nel suo genere (un po' come se le enciclopedie, dovessero "catalogare" gli appartenenti alla specie umana suddividendoli in razze, con la pretesa di equipararne le caratteristiche fisiche e comportamentali, quasi fossero gli uni identici agli altri).

Mi perdonerete quindi,se a questo punto, vi racconterò come siamo arrivati alle razze odierne, partendo dall'inizio...  

DA LUPO A CANE.... un po' di storia!

E' ormai risaputo che il progenitore unico del cane è il lupo che, con i suoi 78 cromosomi, condivide il medesimo patrimonio genetico. Cani e lupi, hanno preso strade evolutive diverse intorno a 130.00 anni fa, anche se le piu' antiche testimonianze dell'esistenza del cane, risalgono "solo"  a circa 14.000 anni fa.

Questo significa che il cane è stato il primo animale ad essere addomesticato dall'uomo, seguito da maiali, pecore e capre, a distanza di 122.000 anni..... una bella differenza vero?

Varie,  sono le teorie in merito a ciò che spinse l'uomo a instaurare rapporti con un'altra specie... probabilmente l'utilità per entrambe e la struttura sociale sovrapponibile, li rese complementari, a tal punto, da costituire un forte fattore selettivo nell'evoluzione di entrambe le specie (co-evoluzione).

Uomo e cane, hanno condiviso la loro storia, fin dalla notte dei tempi... non vi è mai stato essere umano, così come lo conosciamo, senza un cane al suo fianco!

©Carla Barbetta
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